Ogni impresa, ente o associazione racconta già una storia, basata sul lavoro delle persone, sulle scelte intraprese negli anni, sul legame con il territorio e con la comunità. Lo storytelling serve a rendere efficace e credibile questa storia, rendendola sostenibile nel tempo.
La mia proposta di consulenza si basa su un metodo semplice, ma profondo: entro nell'organizzazione, ascolto, leggo ciò che c'è e costruisco con voi un racconto coerente, che coinvolga in modo duraturo clienti, cittadini, collaboratori e comunità.
Lo storytelling è il modo in cui un'organizzazione racconta cosa fa, chi è, da dove viene e perché fa ciò che fa. Non è uno slogan né una tecnica di persuasione, bensì il risultato di un lavoro di selezione e di struttura, che trasforma fatti veri in un racconto riconoscibile e credibile.
Quando il racconto manca, ogni canale dice una cosa diversa e l'organizzazione appare più piccola di quello che è.
Il mio metodo non è un freddo insieme di tecniche, bensì un principio: responsabilità narrativa, verità dei fatti e sostenibilità nel tempo. Su questi principi convivono tre approcci, scelti in base all'organizzazione e mai applicati in serie.
Si parte dall'osservazione: persone, luoghi e gesti del lavoro, raccontati come sono. È l'approccio più vicino alla mia formazione di autore, fotografo e filmmaker.
La struttura classica del racconto, utile quando un'organizzazione attraversa una svolta riconoscibile, un ostacolo, una scelta, una trasformazione.
Il framework che ho sviluppato per i racconti che partono da un bisogno interiore invece che da una rottura esterna: otto fasi, dall'Attrito all'Eredità. Lo trovate descritto su antieroe.com.
Una lettura dello stato attuale del racconto, sull'intero sistema o su un singolo progetto. Come funziona l'audit.
La definizione della storia, dei temi e del tono, in un documento che resta all'organizzazione.
Farsi trovare, farsi incontrare, farsi capire, farsi vedere: il racconto prende forma in ogni canale. Lo realizzo in prima persona oppure dirigo chi lo esegue.
Se serve, la consulenza diventa continuativa.
Lavoro con imprese di ogni dimensione, dall'industria all'artigianato ai servizi, con enti pubblici come comuni e regioni, con università e con associazioni di vario tipo. La base è a Milano e il lavoro in Italia e all'estero. Privilegio la presenza: l'ascolto si fa sul posto e le altre fasi si svolgono a distanza solo se necessario.
Una selezione di progetti di produzione è presentata nel mio portfolio su Behance.
La pubblicità promuove un prodotto in un momento preciso. Lo storytelling racconta l'organizzazione che sta dietro ai prodotti e ai servizi e lavora sul lungo periodo: è la base da cui anche la pubblicità può partire.
La propaganda chiede adesione. Lo storytelling istituzionale rende comprensibile ciò che un ente fa e perché, lasciando il giudizio ai cittadini: per questo si fonda su fatti verificabili. Se efficace, rafforza il legame tra istituzioni e cittadinanza, rendendo quest'ultima protagonista reale del suo territorio.
Nel mio lavoro le fasi sono tre: si analizza, si nomina e si restituisce. Prima si ascolta il contesto, poi si individua il racconto necessario, infine lo si consegna in una forma che l'organizzazione possa utilizzare con la massima efficacia.
Sono un consulente esterno: non vendo spazi né pacchetti di contenuti, bensì una direzione. Quando serve una produzione la realizzo direttamente oppure coordino il mio team o i fornitori dell'organizzazione.
Dipende dalla portata del progetto. I tempi si definiscono dopo la prima conversazione, insieme alla proposta di audit.
Trenta, quaranta minuti per leggere il contesto e l'esigenza.